Potrebbe essere un’imperatrice francese un minuto e un’arguta osservatrice dell’alta società il minuto dopo. Cornelia Otis Skinner non si è limitata a recitare; ha interpretato ruoli con una precisione satirica che l’ha resa una forza singolare nel teatro americano della metà del secolo. Nata a Chicago nel 1901, trascorse la sua vita navigando sul confine tra la seria arte drammatica e la spensierata performance letteraria. Quando morì a New York nel 1979, lasciò dietro di sé un’eredità che non era tanto un grande successo quanto piuttosto un motore creativo versatile e implacabile.
L’ingresso di Skinner sotto i riflettori non è stata una dura lotta dal basso verso l’alto. Era un affare di famiglia. Suo padre era Otis Skinner, un famoso tragico. Ha fatto il suo debutto professionale al suo fianco in Blood and Sand nel 1921. Hanno anche co-scritto la sua prima opera teatrale, Captain Fury, che andò in scena nel 1925. Era una classica storia di nepotismo del mondo dello spettacolo, ma il suo talento era abbastanza innegabile da reggere da solo.
Il maestro del monodramma
Mentre molti attori bramano l’ensemble, Skinner ha trovato la sua vera voce sotto i riflettori da solista. Negli anni ’30 scriveva e metteva in scena i suoi monodrammi. Questi non erano solo recital. Ha interpretato più personaggi in un’unica performance, cambiando identità con abile facilità.
L’elenco dei suoi spettacoli personali più caratteristici si legge come un tour attraverso la storia europea e americana:
- Gli amori di Carlo II
- L’imperatrice Eugenia
- Le dimore sull’Hudson
- Le mogli di Enrico VIII
In queste esibizioni, ha mostrato uno stile di recitazione distintivo. Non si limitava a imitare; ha catturato l’essenza dei suoi soggetti attraverso la satira e l’arguzia. Era un formato che le permetteva di controllare completamente la narrazione, trasformando la storia in un intrattenimento intimo e immediato.
Acclamazione della critica e longevità teatrale
Nonostante la sua popolarità nel lavoro da solista, ci è voluto del tempo perché l’establishment critico riconoscesse pienamente la sua portata drammatica. La svolta arrivò nel 1939 con Candida. Questo ruolo ha consolidato la sua reputazione di brava attrice, spostandola dalla categoria del “varietà” al dramma serio. Consolidò questo status due anni dopo in Teatro (1941).
La sua carriera non si è fermata. Ha continuato a ottenere il plauso della critica per i suoi ruoli in produzioni importanti:
- Il ventaglio di Lady Windermere (1946)
- Parigi ’90 (1952)
- Il piacere della sua compagnia (1958)
L’ultimo di questi è stato particolarmente degno di nota perché ha co-scritto la commedia con Samuel Taylor. Era una testimonianza della sua convinzione che scrivere e recitare fossero due facce della stessa medaglia.
Dai bestseller alle biografie
La sua produzione letteraria è stata varia quanto il suo lavoro teatrale. Nel 1942, è stata coautrice di I nostri cuori erano giovani e gay con Emily Kimbrough. Il libro è diventato un best-seller, catturando lo spirito di giovani donne che affrontano la vita in un modo che ha avuto risonanza presso un vasto pubblico. Era leggero, spiritoso e attentamente osservato























