I vaccini non servono solo a prevenire le infezioni; la ricerca emergente rivela che possono offrire benefici per la salute sorprendentemente ampi, inclusa la riduzione del rischio di malattie cardiache, demenza e persino cancro. Questa è una considerazione fondamentale poiché le politiche di sanità pubblica e le scelte individuali sono sempre più influenzate dall’esitazione vaccinale e dalla disinformazione.
Il vaccino contro l’herpes zoster e la salute cardiovascolare
Studi recenti dimostrano che il vaccino contro l’herpes zoster, in particolare Zostavax, riduce il rischio di malattie cardiache, ictus, infarto e insufficienza cardiaca del 26% in sei anni. Formulazioni più recenti come Shingrix si dimostrano ancora più promettenti, con un rischio di demenza inferiore del 17% rispetto a Zostavax. Questi risultati evidenziano un punto chiave: i vaccini possono avere effetti sistemici che si estendono ben oltre lo scopo previsto.
Vaccini contro l’influenza e il RSV: proteggere il cuore
I vantaggi non si limitano all’herpes zoster. I vaccini antinfluenzali sono stati collegati a un rischio inferiore del 34% di infarto o ictus negli individui vaccinati, in particolare quelli con patologie cardiache preesistenti. Similarly, RSV vaccines in adults over 60 show a reduction in hospitalizations for both heart and lung problems. Ciò suggerisce che la vaccinazione può fornire una protezione cardiovascolare più ampia, un fattore spesso trascurato nelle discussioni sulla salute pubblica.
Vaccini mRNA per il COVID-19 e immunoterapia contro il cancro
I vaccini mRNA sviluppati per COVID-19 hanno inaspettatamente mostrato il potenziale nel potenziare la risposta immunitaria ai tumori se combinati con l’immunoterapia, allungando la vita dei pazienti. Questo vantaggio inaspettato sottolinea la possibilità che i vaccini vengano riproposti o adattati per applicazioni mediche completamente diverse.
Perché i vaccini hanno benefici più ampi
I meccanismi sottostanti sono complessi, ma i virus possono causare danni permanenti al corpo e le risposte immunitarie ad essi possono anche danneggiare i tessuti. La reazione del sistema immunitario alle infezioni può essere pericolosa quanto le infezioni stesse, con tempeste di citochine che spesso si rivelano fatali in casi come l’influenza grave o il COVID-19. Condizioni croniche come la sclerosi multipla possono anche essere collegate alla risposta immunitaria a virus come Epstein-Barr.
I virus indeboliscono anche le difese immunitarie e alcuni, come l’HPV, modificano geneticamente le cellule, contribuendo al cancro. Queste interazioni spiegano perché i vaccini possono offrire una protezione più ampia oltre a prevenire l’infezione iniziale.
Il caso della vaccinazione contro il morbillo
I vaccini contro il morbillo hanno ridotto drasticamente i decessi dovuti alla malattia, da oltre 2 milioni all’anno prima del 1980 a meno di 100.000 nel 2024. Hanno anche ridotto inaspettatamente i decessi dovuti ad altre malattie infettive, forse perché il morbillo indebolisce il sistema immunitario, lasciando i bambini vulnerabili per anni. Tuttavia, il vaccino contro il morbillo può anche “addestrare” il sistema immunitario, aumentandone l’efficacia complessiva, tanto che alcuni suggeriscono di continuare la vaccinazione anche in assenza di epidemie di morbillo.
Il quadro più ampio
La domanda non è solo se i vaccini prevengono le malattie; è se migliorano i risultati generali sulla salute. Le prove suggeriscono di sì, e concentrarsi esclusivamente su effetti avversi rari o immaginari oscura i reali benefici. Per chiunque soppesi i rischi, i dati sono chiaramente a favore della vaccinazione per la salute a lungo termine.
Ottenere un vaccino contro l’herpes zoster, un vaccino antinfluenzale annuale e il vaccino RSV quando disponibile è un approccio sensato per massimizzare la protezione della salute. La scienza è chiara: i vaccini fanno molto di più che limitarsi a prevenire le infezioni; migliorano la vita.