Per anni, la depressione postpartum (PPD) è stata ampiamente intesa come un problema materno. Tuttavia, un numero crescente di prove rivela che i padri sperimentano la PPD all’incirca allo stesso tasso delle madri – circa l’8,4% contro il 13% – e le conseguenze possono essere gravi. Questa crisi di salute mentale trascurata sta ora ricevendo l’attenzione attesa da tempo, poiché la ricerca mette in luce la portata del problema ed evidenzia la necessità di screening e trattamenti su misura.

La lotta silenziosa: perché la PPD paterna è stata trascurata

Molti padri soffrono in silenzio, spesso credendo che dovrebbero concentrarsi sul sostegno ai propri partner piuttosto che dare voce alle proprie difficoltà. Mat Lewis-Carter, un personal trainer con sede a Londra, ricorda di aver avuto pensieri suicidi dopo la nascita di sua figlia, scoprendo solo per caso il termine “PPD in dads” a pagina tre dei risultati di ricerca di Google. Questo ritardo nel riconoscimento sottolinea un problema sistemico: fino a poco tempo fa, la PPD paterna veniva raramente discussa, esaminata o trattata.

La mancanza di consapevolezza non è casuale. La maternità precoce è difficile e le risorse per le madri sono migliorate. Tuttavia, i servizi per i padri sono molto indietro. In Inghilterra, solo il 20% dei trust del NHS dispone di risorse specialistiche per la salute mentale perinatale dei padri, mentre in Australia oltre un terzo dei neo-papà deve affrontare ostacoli all’accesso alle cure. Il rapporto 2022 dell’OMS ammette che i partner spesso sentono di non avere il diritto al sostegno.

I rischi mortali: suicidio e impatto familiare

Studi recenti lanciano l’allarme. Una ricerca dell’Università di Swansea ha scoperto che i tassi di suicidio tra i neo-papà sono sette volte più alti rispetto a quelli tra le madri. Al di là del pericolo immediato, la PPD non trattata nei padri comporta implicazioni più ampie, che hanno un impatto sullo sviluppo socio-emotivo dei bambini. Questa consapevolezza sta determinando un cambiamento nella politica e nel sostegno.

Strumenti imperfetti e alternative migliori

Gli attuali metodi diagnostici sono spesso inadeguati. La scala della depressione postnatale di Edimburgo (EPDS), lo strumento di screening più comune, è stata progettata per le madri e potrebbe non rilevare sintomi maschili chiave come irritabilità, uso di sostanze o astinenza. Studi condotti in Austria e Singapore mostrano che scale specifiche per gli uomini, come la Male Depression Risk Scale e la Gotland Male Depression Scale, offrono tassi di rilevamento più accurati.

Gli esperti raccomandano ai medici di allontanarsi dall’EPDS, soprattutto nelle culture in cui gli uomini subiscono pressioni per sopprimere le emozioni. Uno studio del 2025 a Singapore ha rilevato che le scale della depressione maschile hanno rilevato casi a un tasso superiore del 50% rispetto all’EPDS.

Trattamento di ristrutturazione: oltre la terapia tradizionale

Gli interventi tradizionali, come i farmaci e la terapia individuale, hanno meno probabilità di essere richiesti dai padri. Alcuni vedono la terapia come evirante e gli studi suggeriscono che potrebbe essere meno efficace per gli uomini. I ricercatori dell’University Health Network canadese stanno sperimentando interventi psicosociali di gruppo, inquadrandoli come “programmi di formazione” piuttosto che come terapie per ridurre lo stigma.

I primi risultati mostrano che questi interventi non solo riducono i sintomi depressivi ma migliorano anche il benessere dei bambini. Altri approcci includono sessioni terapeutiche “a misura di ragazzo” che convalidano l’autosufficienza maschile sfidando delicatamente le norme dannose.

Prevenzione proattiva: il ruolo della tecnologia

Il futuro è nella prevenzione. I programmi autoguidati online, già di successo per le madri, vengono ora adattati per i padri. SMS4dads australiano, un servizio di messaggi di testo gratuito, invia regolari check-in ai nuovi e futuri padri. I primi studi suggeriscono che riduce l’isolamento e incoraggia il comportamento di ricerca di aiuto. Programmi simili sono in corso di sperimentazione in Europa e Africa.

La ricerca sottolinea anche fattori biologici, come i cambiamenti ormonali nei padri (basso testosterone, più estrogeni) e l’impatto sulla salute mentale dei partner. Uno studio recente ha rilevato un aumento dell’81% della PPD tra i padri i cui partner hanno sviluppato depressione postpartum senza precedenti. Ciò sottolinea la necessità di un’assistenza centrata sulla famiglia.

Cambiamenti politici e prospettive future

Lo slancio sta crescendo. Il Regno Unito ha recentemente lanciato la sua prima strategia per la salute degli uomini e l’Australia ha creato una posizione nel gabinetto ministeriale per supervisionare la salute degli uomini. Questi cambiamenti, combinati con la ricerca in corso e il miglioramento degli strumenti di screening, segnalano una resa dei conti attesa da tempo con la PPD paterna.

Lo stigma resta, ma la consapevolezza cresce. Mentre i ricercatori svelano le complessità della depressione maschile e i politici danno priorità alla salute mentale degli uomini, i padri cominciano finalmente a ricevere il sostegno che meritano.