Per decenni, la narrativa sul caffè è stata semplice: la caffeina ti sveglia. Ma una nuova ricerca suggerisce che i benefici della bevanda per la salute mentale e le funzioni cognitive si estendono ben oltre le sue proprietà stimolanti. Uno studio recente rivela che sia il caffè con caffeina che quello decaffeinato possono migliorare l’umore, ridurre lo stress e migliorare specifiche capacità cognitive.

Il meccanismo alla base di questo fenomeno non risiede direttamente nel cervello, ma nell’intestino. Il caffè è una delle fonti alimentari più ricche di polifenoli, composti di origine vegetale che il nostro corpo non può digerire da solo. Invece, questi composti viaggiano nell’intestino, dove i microbi residenti li convertono in metaboliti biologicamente attivi. Queste molecole risultanti sono state collegate a effetti antinfiammatori e potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella funzione cerebrale e nella regolazione emotiva.

Il disegno dello studio: isolare le variabili

Per districare la complessa relazione tra caffè, salute intestinale e cognizione, i ricercatori guidati da John Cryan dell’University College di Cork in Irlanda hanno condotto uno studio controllato. Lo studio ha coinvolto 62 partecipanti sani, divisi in due gruppi: bevitori abituali di caffè e non bevitori di caffè.

L’esperimento ha seguito una rigorosa struttura in tre fasi:
1. Valutazione di base: Confronti iniziali tra i due gruppi.
2. Fase di astinenza: i bevitori abituali hanno smesso di consumare caffè per 14 giorni.
3. Fase di reintroduzione: i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a consumare caffè contenente caffeina o decaffeinato per 21 giorni.

Durante lo studio, gli scienziati hanno raccolto campioni di sangue, saliva, urina e feci per monitorare i cambiamenti fisiologici. Hanno anche monitorato l’umore, le prestazioni cognitive, i livelli di stress, la qualità del sonno e il comportamento dei partecipanti.

Benefici distinti del caffè caffeinato e decaffeinato

I risultati hanno evidenziato che, sebbene entrambi i tipi di caffè offrano benefici per la salute mentale, lo fanno in modi diversi:

  • Caffè contenente caffeina: Associato a minore ansia e migliore attenzione.
  • Caffè decaffeinato: Collegato a migliori punteggi nei test di memoria e migliore qualità del sonno.
  • Entrambi i tipi: Significativamente associato a bassi livelli di stress e depressione.

Fondamentalmente, lo studio ha scoperto che i miglioramenti nei punteggi cognitivi erano correlati con specifici metaboliti derivati ​​dai polifenoli presenti nelle urine dei partecipanti, piuttosto che con i livelli di caffeina. Ciò suggerisce che i benefici cognitivi sono guidati dall’elaborazione dei polifenoli da parte del microbioma intestinale, indipendentemente dagli effetti stimolanti della caffeina.

La connessione intestino-cervello in azione

Uno dei risultati più sorprendenti è stata la velocità con cui il microbioma intestinale ha risposto al consumo di caffè. Quando i partecipanti smettevano e poi riprendevano a bere caffè, le popolazioni di batteri intestinali cambiavano rapidamente. Sia il consumo regolare che quello decaffeinato hanno portato ad un aumento dei livelli di batteri intestinali benefici.

“Siamo rimasti sorpresi dalla dinamicità del sistema”, afferma Cryan.

Questa rapida adattabilità supporta la teoria secondo cui l’ecosistema intestinale umano consente rapidi adattamenti fisiologici ai cambiamenti della dieta senza richiedere l’evoluzione genetica. Come osserva Telmo Pievani dell’Università di Padova, ciò suggerisce che il nostro microbiota intestinale potrebbe aver aiutato gli esseri umani ad adattarsi in tempi relativamente brevi a diete e ambienti diversi nel corso della storia.

Sfumature e limitazioni

Sebbene i risultati siano promettenti, gli esperti mettono in guardia dal generalizzare eccessivamente i risultati. La dimensione del campione dello studio di 62 partecipanti è relativamente piccola, il che limita l’ampia applicabilità delle conclusioni.

Inoltre, non tutti i caffè sono uguali. Daniele Del Rio dell’Università di Parma sottolinea che la ricerca futura dovrà esplorare il modo in cui le diverse varietà di caffè influenzano il microbioma. Fattori come l’origine dei chicchi, il metodo di preparazione e il grado di tostatura influenzano profondamente la composizione chimica del caffè e, di conseguenza, il suo impatto sulla salute dell’intestino.

Conclusione

Questa ricerca amplia la nostra comprensione del caffè da un semplice sistema di somministrazione della caffeina a un intervento dietetico complesso che modella la salute dell’intestino e, per estensione, la funzione cerebrale. Sebbene siano necessari studi più su larga scala per confermare questi effetti in popolazioni diverse, le prove suggeriscono che la scelta tra caffè con caffeina e decaffeinato può dipendere meno dalla quantità di energia necessaria e più da quali specifici benefici cognitivi o sull’umore si cercano.