Chiariamo subito un malinteso comune. Quella melodia inquietante e familiare che canticchia quando l’orologio segna mezzanotte non è un canto di Natale. Non ha affari durante le festività natalizie. La ballata scozzese “Auld Lang Syne” è strettamente legata al Capodanno. Le sue radici affondano nell’Hogmanay, la tradizionale festa scozzese che dà il benvenuto al nuovo anno.

Nel 19° secolo, la canzone consolidò il suo posto in questa celebrazione. I celebranti stavano in cerchio stretto, con le mani giunte, e cantavano insieme i versi. È stato un atto comune di ricordare vecchie amicizie e giorni passati. Il rituale era specifico per la fine dell’anno solare. Non era solo musica di sottofondo. Faceva parte della cerimonia.

Come Guy Lombardo ne ha fatto una tradizione nordamericana

La canzone ha attraversato l’Atlantico ed è diventata un punto fermo del Capodanno in Nord America grazie a un uomo. Guy Lombardo, un bandleader di origine canadese, ha cambiato le regole del gioco. Non suonava la canzone solo occasionalmente. Lo ha reso obbligatorio.

Lombardo e il suo gruppo, i Royal Canadians, iniziarono la loro tradizione il 31 dicembre 1929. Suonarono “Auld Lang Syne” nel momento esatto in cui iniziava il nuovo anno. Questa trasmissione ha dato il via a una serie di vittorie che è durata più di 30 anni. È passato dalle onde radio agli schermi televisivi, incorporando la melodia nella coscienza americana.

Perché questa prestazione specifica è rimasta costante? Le trasmissioni di Lombardo erano popolari. Le persone si sintonizzavano per guardare l’orologio che cadeva. Ha fornito la colonna sonora per quell’espirazione collettiva. La ripetizione ha trasformato una canzone popolare in un’istituzione culturale.

Il passaggio da Natale a Capodanno

Vale la pena chiedersi perché la cantiamo ancora se non è per Natale. La risposta è la continuità storica. La tradizione scozzese del XIX secolo di tenersi per mano in cerchio durante Hogmanay ha posto le basi. Le trasmissioni radiofoniche del XX secolo di Lombardo suggellarono l’accordo per il nord.

La canzone funge da indicatore uditivo per il passare del tempo. Segnala la fine di un capitolo e l’inizio di un altro. La melodia evoca nostalgia per ciò che è stato, anche se guardiamo a ciò che sarà. Questa duplice natura si adatta perfettamente all’ansia e alla speranza del Capodanno.

Quindi la prossima volta che ascolti quelle prime note, non pensare a ghirlande o luci sugli alberi. Pensa a una cerchia di amici in Scozia. Pensate alla band di Lombardo in radio. Pensa all’aria fredda e al calore della memoria condivisa. La tradizione è viva perché continuiamo a cantarla, anno dopo anno, nel momento esatto.