I ricercatori hanno progettato con successo un dispositivo che genera esplosioni controllate di vibrazioni simili al suono a livello quantistico, una svolta che potrebbe rivoluzionare il modo in cui trasmettiamo i dati attraverso l’acqua e i tessuti biologici.

L’innovazione, sviluppata da un team della McGill University e del Consiglio nazionale delle ricerche del Canada, produce fononi —particelle quantistiche del suono—utilizzando correnti elettriche in condizioni ultra-fredde. Questa tecnologia affronta un limite critico della comunicazione moderna: mentre la luce e l’elettricità dominano le reti attuali, hanno difficoltà a viaggiare attraverso mezzi come gli oceani o il corpo umano, dove le onde sonore eccellono.

Come funziona il dispositivo

Il nucleo di questa invenzione risiede nella manipolazione degli elettroni all’interno di uno strato cristallino bidimensionale, spesso solo pochi atomi. Quando una corrente elettrica viene forzata attraverso questo stretto canale, gli elettroni accelerano a velocità superiori alla velocità del suono all’interno di quel materiale.

Mentre questi elettroni “supersonici” si muovono, perdono energia sotto forma di fononi. Questo processo crea esplosioni prevedibili e controllabili di vibrazioni sonore. Tuttavia, questo fenomeno è fragile; si verifica solo in condizioni di raffreddamento estremo. Il dispositivo deve essere mantenuto a temperature comprese tra 10 millikelvin e 3,9 Kelvin, vicino allo zero assoluto, per garantire che gli elettroni si muovano in modo sufficientemente ordinato da consentire la manifestazione degli effetti quantistici.

“A temperature pari allo zero assoluto… non viene creato alcun suono a meno che gli elettroni non viaggino collettivamente alla velocità del suono o superiore”, ha spiegato Michael Hilke, professore associato di fisica alla McGill e coautore dello studio. “Il nostro studio va oltre spingendo il sistema ben oltre quel punto”.

Perché è importante

L’attuale infrastruttura di comunicazione fa molto affidamento sulle onde elettromagnetiche (luce) e sulle correnti elettriche. Questi segnali si degradano rapidamente nell’acqua e sono spesso bloccati o dispersi dai tessuti biologici. Il suono, tuttavia, viaggia in modo efficiente attraverso questi mezzi.

Creando una fonte affidabile di suono quantistico, gli scienziati stanno gettando le basi per i laser fononici, dispositivi che amplificano le onde sonore nello stesso modo in cui i laser ottici amplificano la luce. Ciò potrebbe portare a:

  • Comunicazione in acque profonde: Trasmissione dati ad alta velocità sott’acqua senza fare affidamento su cavi o modem acustici che attualmente sono lenti e ingombranti.
  • Diagnostica medica: Strumenti di rilevamento precisi e non invasivi che utilizzano le onde sonore per sondare i materiali biologici con maggiore chiarezza.
  • Sensori avanzati: Sistemi di rilevamento altamente sensibili per applicazioni industriali e scientifiche.

Sfidare le teorie esistenti

La ricerca rivela anche una fisica inaspettata. Tradizionalmente, si presumeva che affinché tali effetti quantistici si verificassero, l’intero sistema dovesse essere freddo. Tuttavia, il team McGill ha scoperto che anche se il cristallo ospite è vicino allo zero assoluto, gli elettroni stessi possono essere “molto caldi” (alta energia) rispetto all’ambiente circostante. Questa scoperta suggerisce che i modelli teorici esistenti devono essere rivalutati per tenere conto di questa disparità tra la temperatura del materiale e l’energia delle particelle che si muovono attraverso di esso.

Direzioni future

Sebbene l’attuale prototipo richieda un raffreddamento estremo, i ricercatori stanno già guardando ad applicazioni pratiche. Il lavoro futuro esplorerà se altri materiali, come il grafene, potrebbero consentire al dispositivo di funzionare a velocità più elevate o a temperature meno estreme.

“I fononi sono difficili da generare e sfruttare in modo controllato, quindi stiamo esplorando nuovi regimi”, ha affermato Hilke. “A livello generale, si tratta di come la corrente elettrica e l’energia si muovono e vengono convertite all’interno di materiali elettronici avanzati”.

Conclusione

Questa svolta rappresenta un passo significativo verso la padronanza del suono su scala quantistica. Convertendo l’energia elettrica in vibrazioni sonore controllate, gli scienziati stanno aprendo nuove possibilità di comunicazione e rilevamento in ambienti in cui le tradizionali tecnologie basate sulla luce falliscono.